Le reazioni al Coronavirus: proroga dell’invio programmi al 29 maggio e nuove modalità per la riattivazione dei progetti

Come tutte le attività che in queste settimane stanno affrontando sospensioni e imprevisti, anche il Servizio Civile Universale sta vivendo una fase critica.

Si è rivelato fin troppo ottimista il primo rinvio disposto per l’invio dei programmi di Servizio Civile Universale, che dal 31 marzo era stato prorogato al 16 aprile: lo stop forzato di molti enti di accoglienza e l’inevitabile rallentamento delle attività subito da altri ha reso di fatto impossibile concludere la progettazione, che mai come quest’anno richiede nuove sinergie e accordi di rete per i singoli programmi.

A questo si è aggiunta la necessità per molti enti di riprogrammare i progetti di Servizio Civile in corso, sospesi in tutta la nazione dal 10 al 4 aprile: il 30 marzo infatti il Dipartimento per le Politiche Giovanili e per il Servizio Civile Universale aveva infatti allertato quegli enti che avevano scelto di interrompere temporaneamente i progetti, invitandoli a predisporre un piano B che permettesse ai volontari di proseguire le sicurezza in attività e rinviando a circolare successiva i dettagli.

Nelle more di una programmazione da riformulare, e dei permessi straordinari per i volontari estesi fino al 15 aprile, la scadenza per l’invio dei programmi è slittata al 29 maggio LINK.

Nella giornata di sabato 4 aprile il Dipartimento ha pubblicato una circolare avente ad oggetto la Riattivazione dei progetti di servizio civile universale sospesi.

Entro il 15 aprile gli enti saranno chiamati a informare il Dipartimento delle soluzioni individuate, attraverso il caricamento dei dati su Helios e successiva comunicazione tramite posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Gli enti potranno scegliere se proseguire i progetti come indicato in precedenza o provvedere ad una riconversione delle attività nell’ottica di supportare il contrasto al CoronaVirus attraverso azioni di assistenza: dovrà essere comunque garantita la massima sicurezza per i volontari, in primis il possesso dei DPI. Gli operatori potranno essere coinvolti nelle attività progettuali solo se daranno esplicito assenso.

Sono possibili in questo periodo gemellaggi con altri enti, commistioni di lavoro in presenza e in remoto e spacchettamenti delle ore giornaliere.

Se l’ente ritiene non sussistano le condizioni adeguate al prosieguo dei progetti, potrà infine richiederne l’interruzione temporanea: gli operatori volontari dovranno recuperare il periodo di servizio non prestato oltre la scadenza del contratto di servizio civile universale sottoscritto, che verrà prorogato per un periodo pari a quello di interruzione.  Per contribuire a fronteggiare il momento di crisi economica che anche gli operatori volontari e le loro famiglie stanno vivendo, l’assegno mensile sarà regolarmente erogato dal Dipartimento anche durante il periodo di interruzione temporanea del servizio: ovviamente, l’erogazione sarà successivamente sospesa a partire dal riavvio del servizio e per un periodo pari a quello dell’interruzione fruita. Al termine di tale periodo il Dipartimento provvederà a riprendere regolarmente l’erogazione dell’importo degli assegni mensili rimanenti per il servizio che verrà prestato, fermo restando che in caso di rinuncia l’operatore volontario dovrà restituire le somme percepite durante il periodo di interruzione temporanea.

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