Si ricorda che è possibile pubblicare le proprie attività sulla newsletter quindicinale del CSV Asso.Vo.Ce. inviando un'e-mail all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro le ore 19.00 della giornata antecedente alla pubblicazione della stessa, indicando titolo dell'iniziativa, data, luogo e finalità dell'incontro.

È caldamente raccomandato l’uso del modello qui in allegato.

Potranno essere allegati al messaggio comunicati stampa, brochure, locandine, etc.

Per ragioni logistiche, chiediamo di indicare sempre i recapiti di chi promuove l'iniziativa: questi potranno essere utilizzati sia dalla Referente d'area (che si riserva la facoltà di contattare gli organizzatori per raccogliere ulteriori informazioni) che essere pubblicati in calce alla notizia pubblicizzata (qualora il referente dell'attività non desiderasse che i propri contatti vengano citati in newsletter dovrà espressamente indicarlo, fornendo, se è possibile, riferimenti alternativi).

Le associazioni potranno inoltre pubblicare autonomamente le proprie iniziative sulla Banca Dati delle associazioni di volontariato casertane (LINK) utilizzando username e password forniti dal CSV Asso.Vo.Ce.

Chi avesse difficoltà ad accedere al portale o non avesse ricevuto i propri dati identificativi può contattare il CSV e chiedere assistenza al tecnico informatico Giuseppe Giaquinto.

 

CSV ASSO.VO.CE.

Chiusura straordinaria in occasione della Festa della Repubblica

In occasione della Festa della Repubblica Italiana, che ricorre annualmente il 2 giugno, la sede centrale e gli sportelli territoriali del CSV Asso.Vo.Ce. rispetteranno per lunedì 1 giugno un ulteriore giorno di chiusura.

Le attività riprenderanno regolarmente dal 3 giugno 2020.

Dal tre giugno apertura al pubblico su appuntamento. Ecco le regole da seguire.

Come deliberato dal direttivo Asso.Vo.Ce.  in data 21 maggio 2020, dal 3 giugno gli uffici del CSV Asso.Vo.Ce. riprenderanno il lavoro con il pubblico. Gli operatori saranno forniti di maschere antisaliva e gli utenti al loro ingresso saranno dotati di mascherine monouso.

Sarà necessario tuttavia rispettare alcune accortezze:

  • Nell’ottica di evitare assembramenti e mantenere il distanziamento sociale previsto dalle normative, i servizi saranno erogati solo su appuntamento.

I numeri da chiamare sono:

  1. Per la sede centrale: Dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle ore 13 e dalle ore 15,00 alle ore 18,30 (tel. 0823/326981)
  2. Per lo Sportello di San Cipriano d’Aversa: Martedì e Giovedì dalle 10.00 alle 12.00; Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 15.30 alle 18.30 (tel: 081/81647289)
  3. Per lo Sportello della Valle di Suessola: Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 14.30 alle 18.30; Martedì e il Giovedì dalle 10.00 alle 13.00 (tel: 0823/758456)

 

  • Gli utenti dovranno rispettare meticolosamente gli orari assegnati, e restare fuori alla struttura fin tanto che l’operatore non potrà accoglierli.
  • Fino a nuovo avviso, le consulenze potranno essere erogate a un utente per volta: pertanto si richiede di non venire accompagnati
  • Si conferma la sospensione della formazione in presenza fino a nuova comunicazione.

Ringraziamo anticipatamente tutti i volontari per l’attenzione che presteranno a queste regole.

LE RIAPERTURE PER GLI ETS NELLA FASE 2

 Il punto a cura di Cantiere Terzo Settore

Nelle scorse settimane l’intero territorio italiano è entrato a pieno regime “nella fase 2”, normata dal  decreto legge n.33 del 16 maggio 2020 e dal Dpcm 17 maggio 2020.

Alcune nuove abitudini sono già entrate nell’uso collettivo, come l’abbandono dell’autocertificazione per spostarsi nella regione di residenza; si è in attesa di novità per lo spostamento in regioni diverse, per il quale avremo maggiori ragguagli dopo il 3 giugno.

Cosa è cambiato invece per il Terzo Settore?

Cantiere Terzo Settore ha dedicato alle ultime novità per le associazioni uno speciale disponibile qui: https://www.cantiereterzosettore.it/component/content/article/9-notizie/200-cautela-e-responsabilita-cosi-gli-enti-non-profit-potranno-riaprire?Itemid=101

Riportiamo qui un piccolo sunto delle principali novità:

  • Non vi è più la tabella con i codici delle attività (i codici Ateco) che possono riaprire, e quindi ad oggi non vi sono delle attività di per sé sospese, sempre che esse siano idonee a svolgersi senza creare assembramenti e nel rispetto della distanza interpersonale.

Al fine di garantire la salute e la sicurezza delle persone coinvolte nelle attività, i principi contenuti nei protocolli di settore devono armonizzarsi e tener conto di altre disposizioni normative, fra le quali importanza centrale riveste il protocollo contenuto all’allegato 12 del Dpcm 17 maggio 2020, che detta misure per contrastare e contenere la diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro, e che è stato sottoscritto lo scorso 24 aprile fra il Governo e le parti sociali.

Il mancato rispetto dei protocolli o delle linee guida regionali o nazionali comporta la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di tutela e sicurezza per le persone coinvolte.

  • Per quanto riguarda il No profit, non esistono norme specifiche, ma possiamo supporre in base alle normative precedenti che:

1) Laddove ci siano le condizioni per garantire l’applicazione di tutte le misure di sicurezza necessaria, è possibile proseguire le attività: al venire meno di tale opportunità, le attività devono restare sospese (anche avvalendosi del lavoro a distanza, che resta un’opzione privilegiata)

2) Come già detto, al fine di garantire la sicurezza e la salute di tutte le persone coinvolte, l’ente dovrà rispettare quanto disposto dai protocolli nazionali e regionali (in particolare quello contenuto all’allegato 12 del DPCM, poc’anzi richiamato), mettendo in atto tutte le misure e gli adempimenti necessari richiesti in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

L’impostazione corretta è quindi quella di costruire un percorso di tutela per tutte le persone coinvolte, adottando ogni misura che consenta di minimizzare il più possibile il rischio di contagio, e tenendo conto delle responsabilità a cui sono soggetti (anche) coloro che amministrano un ente non profit.

3) Per quanto concerne le specifiche attività degli ETS, occorre fare riferimento a cpme esse sono  regolate a livello nazionale (nel DPCM del 17 maggio 2020) e regionale: si ricorda infatti che le Regioni e le Province autonome possono, sulla base delle loro competenze, disporre ulteriori misure più o meno restrittive di quelle nazionali, in relazione al rischio epidemiologico presente sul loro territorio.

Cantiere Terzo Settore analizza i seguenti casi, tra i più rappresentativi:

I servizi sociali e la disabilità

Continuano a poter essere svolte le attività degli enti sia con dipendenti che con volontari, nell’ambito dei servizi sociali per soddisfare esigenze primarie di soggetti fragili e in condizione di bisogno (ad esempio anziani, disabili, persone senza fissa dimora), individuate nelle Faq governative e nella Circolare del Ministero del Lavoro n. 1 del 27 marzo 2020. Si rinvia alla lettura di “Servizi sociali e volontariato: il punto dopo gli ultimi interventi normativi”. Si ribadisce anche qui la necessità per gli enti che svolgono tali attività di adottare tutte le misure necessarie a garantire la salute e la sicurezza dei volontari e di tutte le persone coinvolte.

All’art.9 del Dpcm 17 maggio 2020 è confermata la riapertura dei centri diurni rivolti a persone con disabilità, la quale viene però subordinata all’emanazione di piani territoriali adottati dalle Regioni e al rispetto delle disposizioni per la prevenzione del contagio e la tutela della salute di utenti e operatori.

Gli accompagnatori o gli operatori di assistenza (quindi anche volontari) delle persone con disabilità di cui all’art.9, c.2 del Dpcm, possono ridurre la distanza interpersonale al di sotto del metro previsto dalla legge, fermo restando l’utilizzo degli eventuali dispositivi di protezione individuale (ad esempio le mascherine) previsti.

Il volontariato “religioso” e nei centri estivi

Il Dpcm 17 maggio 2020, ed in particolare alcuni degli allegati ad esso, menzionano espressamente il volontariato.

Lo fanno anzitutto i protocolli che lo Stato ha concluso con le diverse confessioni religiose (allegati da 1 a 7 del Dpcm), in cui si prevede che l’accesso al luogo di culto rimane contingentato e può essere regolato da volontari che controllano l’accesso e l’uscita dei fedeli, vigilando sul numero massimo di presenze consentite. Si prevede espressamente che i volontari debbano indossare adeguati dispositivi di protezione individuale, oltre che guanti monouso ed un evidente segno di riconoscimento.

Altro ambito fondamentale in cui viene richiamato espressamente il volontariato è quello che riguarda le attività ricreative per bambini e ragazzi fino ai 17 anni, le cui linee guida sono contenute nell’allegato 8 al Dpcm 17 maggio 2020 e sono state nei giorni scorsi anche pubblicate sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Esse riguardano in particolare le attività organizzate per bambini e ragazzi fra i 3 e i 17 anni all’interno di parchi, giardini o luoghi similari (realizzabili dal 18 maggio 2020 e per tutto il periodo estivo), e le attività realizzate all’interno dei centri estivi sempre per bambini dai 3 ai 17 anni (realizzabili a partire dal 15 giugno 2020 e per tutto il periodo estivo).

Le linee guida stabiliscono che i progetti possono essere realizzati anche da “enti del Terzo settore”avvalendosi di personale professionale o volontario appositamente formato sui temi della prevenzione e della sicurezza in relazione al Covid-19. Il gestore dell’attività deve elaborare uno specifico progetto che presenti e tenga conto di tutti gli aspetti messi in luce dalle linee guida e che sono volti a ridurre al minimo il rischio di contagio, garantendo adeguate misure di sicurezza e di tutela della salute per le persone coinvolte. Il progetto in questione dovrà comunque essere preventivamente approvato dal Comune nel cui territorio si svolge l’attività, oltre che dalle competenti autorità sanitarie locali.

Le linee guida sottolineano quindi la necessità di formare in modo adeguato i volontari sul tema della sicurezza in relazione al Covid-19.

Le attività sportive

Il Dpcm 17 maggio 2020 ribadisce la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati.

L’attività sportiva di base e l’attività motoria in generale svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, può riprendere dal 25 maggio 2020 nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Le Regioni e le Province autonome possono comunque posticipare la ripartenza di tali attività.

Le attività che rimangono sospese

Dal quadro normativo nazionale rimangono ancora sospese le attività di volontariato per le quali non è possibile rispettare il divieto di assembramento e la garanzia della distanza interpersonale di sicurezza, fra cui rientrano:

Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto possono riprendere dal 15 giugno ma con posti a sedere contingentati, preassegnati e distanziati, e secondo le linee guida di cui all’allegato 9 del Dpcm 17 maggio 2020;

musei e gli altri istituti e luoghi della cultura possono riaprire, a condizione che garantiscano modalità di ingresso contingentato tali da evitare assembramenti e permettere il distanziamento, e comunque tenendo conto dei protocolli nazionali o regionali.

Si ribadisce la necessità per gli enti non profit di controllare quanto dispongono le eventuali ordinanze regionali o provinciali, che potrebbero come detto discostarsi dal quadro nazionale.

Il Dpcm 17 maggio 2020 conferma inoltre la raccomandazione a tutte le persone anziane (over 65), oppure sofferenti di patologie croniche o immunodepresse, di evitare di uscire dalla propria abitazione fuori dai casi di stretta necessità. Gli enti non profit che coinvolgono tali individui come volontari o come utenti dovranno valutare l’eventuale riapertura con ancora maggiore attenzione, prudenza e senso di responsabilità.

Le riunioni degli organi sociali

Il Decreto legge n.33 del 2020, all’art.1, c.10, ammette la possibilità di svolgere le riunioni, garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Ciò è confermato dal Dpcm 17 maggio 2020, che vieta gli eventuali assembramenti di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, ma non in luoghi privati.

Sembra quindi ammessa la riunione in presenza degli organi sociali (assemblea, consiglio direttivo, altri organi), sempre però a condizione che sia possibile garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro e in generale adottando tutte le misure ai fini di tutelare la sicurezza e la salute degli intervenuti.

Anche qui è comunque necessario che l’ente verifichi anzitutto che non vi siano disposizioni regionali o provinciali che mantengano sul territorio il divieto di riunione.

È soprattutto indispensabile che coloro che hanno la responsabilità di convocare gli organi sociali valutino con la massima attenzione e buon senso l’opportunità di riunire gli organi sociali in questo periodo ancora molto delicato, considerando che è comunque utilizzabile lo strumento della videoconferenza e che il Decreto “Cura Italia” ha spostato il termine per l’approvazione del bilancio al 31 ottobre 2020. Per un approfondimento più completo, si rinvia alla lettura di “Riunioni non profit: cosa cambia dopo la conversione del Cura Italia”.

Sembra quindi ancora legittimo (e consigliato) posticipare la convocazione degli organi sociali (in particolare dell’assemblea, solitamente più numerosa), al fine di tutelare il fondamentale diritto alla salute di coloro che sono chiamati ad intervenire.

Per approfondimenti:

https://www.cantiereterzosettore.it/component/content/article/9-notizie/200-cautela-e-responsabilita-cosi-gli-enti-non-profit-potranno-riaprire?Itemid=101

 

 

OPPORTUNITÀ PER ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

 

FONDAZIONE CON IL SUD

Lo sport #dopolapaura: il nuovo bando (scadenza: 17 luglio 2020)

Attraverso il bando “Sport – l’importante è partecipare” la Fondazione con il Sud  mette a disposizione 2,3 milioni di euro di risorse private per sostenere interventi da attivare nel 2021 capaci di mettere al centro l’attività sportiva come strumento di inclusione, partecipazione e integrazione tra persone che vivono in uno stesso, circoscritto, territorio (quartiere, rione, borgo, paese) del Sud Italia.

L’iniziativa si rivolge agli enti di Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le partnership di progetto dovranno essere composte da un minimo di tre organizzazioni: almeno due non profit, a cui potranno aggiungersi realtà del mondo economico, delle istituzioni, dell’università, della ricerca. E’ auspicabile, inoltre, il coinvolgimento di organizzazioni sportive. Il Bando promuove una idea di sport inclusivo, aperto a tutti, senza limiti di età o di appartenenza, ma capace di incidere positivamente sulla coesione sociale di una comunità territoriale. L’iniziativa prevede due fasi: la prima, finalizzata alla selezione delle proposte con maggiore potenziale impatto sul territorio e la seconda, di progettazione esecutiva, con l’obiettivo di ridefinire eventuali criticità rilevate nella fase di valutazione.

Le proposte potranno puntare sullo sviluppo di un’offerta sportiva multidisciplinare e inclusiva, la rigenerazione di spazi in un’ottica di condivisione e cura del bene comune, la diffusione di valori educativi e culturali, la promozione del benessere psicofisico attraverso stili di vita sani e attivi, le relazioni basate sulla gratuità e sul dono.

Le proposte dovranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Chàiros dove nelle prossime settimane verrà aggiornata la sezione di progetto “Finalità e risultati”. Il bando scade il 17 luglio 2020, tutte le informazioni sono presente nell’apposita sezione.

Per informazioni: https://www.fondazioneconilsud.it/bando/bando-sport-limportante-e-partecipare/

 

CON I BAMBINI

Bando “A braccia Aperte” (scadenza ore 13,00 del 26 giugno 2020)

Si chiama “A braccia aperte” ed è il settimo bando promosso da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile per sostenere interventi, da progettare insieme a partenariati qualificati e con esperienza, a favore degli orfani di vittime di crimini domestici e femminicidio.

Il bando prevede la realizzazione di interventi di presa in carico, formazione e inclusione socio-lavorativa delle persone di minore età che siano divenute orfane a seguito di crimini domestici. Gli interventi sono anche destinati al sostegno delle famiglie affidatarie e dei caregiver, nella gestione delle responsabilità affidategli e nell’accompagnamento dei minori, e alla creazione o al potenziamento della rete degli attori che, a vario titolo, si occupano degli orfani speciali.

L’individuazione degli interventi da finanziare avverrà mediante due fasi successive di selezione.

Nella prima fase saranno individuati, prevalentemente sulla base delle competenze ed esperienze possedute nello specifico ambito di intervento cui la presente iniziativa è dedicata, i partenariati con i rispettivi soggetti responsabili.

Nella seconda fase, i partenariati selezionati saranno chiamati a definire, mediante un lavoro di coprogettazione coordinato da ‘Con i Bambini’, un piano degli interventi che ognuno di essi realizzerà nell’area territoriale di propria competenza.

Potranno presentare proposte gli Enti di Terzo Settore costituiti da almeno 3 anni alla data di pubblicazione del bando: oltre al soggetto responsabile, devono essere inoltre presenti almeno altri 2 enti, dei quali almeno un altro appartenente al Terzo Settore D.lgs. 117/2017. Gli altri soggetti possono appartenere, oltre che al mondo del terzo settore e della scuola, anche a quello delle istituzioni, dei sistemi di istruzione e formazione professionale, dell’università, della ricerca e al mondo delle imprese.

Le proposte andranno presentate entro, e non oltre, le ore 13:00 del 26 giugno, attraverso la piattaforma “Chairos” raggiungibile dal sito www.conibambini.org.

Il Budget complessivo è di dieci milioni di euro.

Per maggiori informazioni:

https://www.conibambini.org/a-braccia-aperte-iniziativa-a-favore-degli-orfani-di-vittime-di-femminicidio/

FONDAZIONE UNIPOLIS

Bando Culturability 2020 (scadenza: 16 giugno 2020)

Nell’attuale fase di emergenza sanitaria generata dal Coronavirus, Fondazione Unipolis ha deciso di confermare l’apertura in programma del bando. In un momento di profonda crisi culturale, economica e sociale, si intende così offrire un supporto alle tante organizzazioni culturali in difficoltà, che continueranno nei prossimi mesi ad accusare gli effetti della chiusura dei propri spazi e dell’annullamento dei loro eventi avvenuti in questi mesi. Inoltre, quando sarà possibile tornare a incontrarsi, si ritiene sia importante favorire nuove occasioni di aggregazione e confronto con e per le comunità.

Il bando biennale Culturability 2020-2022 intende favorire la crescita e il consolidamento dei centri culturali innovativi già attivi in Italia. Non è quindi finalizzato a far nascere ed emergere nuove progettualità, ma ad accompagnare in percorsi di trasformazione e innovazione centri nati da alcuni anni attraverso processi di riattivazione dal basso, in cui la componente culturale si coniuga a un impatto sociale e a una dimensione di cittadinanza attiva. 

Possono essere candidati esclusivamente centri culturali aventi le seguenti caratteristiche:

  • aventi uno spazio fisico aperto alla fruizione pubblica con sede in Italia
  • spazi riattivati a seguito di un processo di rigenerazione, recupero e rivitalizzazione di uno o più immobili (di proprietà pubblica o privata, urbani e non) dismessi, sottoutilizzati, riconvertiti rispetto alla destinazione d’uso di partenza o, comunque, con una destinazione culturale che è stata rinnovata rispetto a quella iniziale. In caso di spazi non propri, il contratto di concessione / affitto deve coprire almeno i due anni successivi rispetto alla data di pubblicazione del presente bando.
  • già attivi, ovvero aperti al pubblico e operativi da almeno 2 anni rispetto alla data di pubblicazione del bando
  • con dimensione culturale, creativa e artistica del centro deve essere prevalente e votata all’innovazione.
  • che attraverso pratiche culturali collaborative, innescano processi di coesione sociale, attivano e abilitano le comunità – locali e non – di riferimento.

Le candidature devono essere presentate dal 15 aprile al 16 giugno 2020 entro le ore 13.00, compilando il form online sul sito https://culturability.org/ .

Per maggiori informazioni:

https://culturability.org/bandi/bando-culturability-2020/regolamento

BANDI PROROGATI

 

Bando Sociosanitario Fondazione con il Sud: 28 agosto

Cambio Rotta: 29 maggio 2020

A causa dei disagi provocati dal coronavirus, le scadenza del Bando Sociosanitario di Fondazione con il Sud e del Bando Cambio Rotta, promosso da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, sono state prorogate diverse settimane fa: se per Cambio Rotta al momento la scadenza è al 29 maggio, per il bando Socio sanitario si parla del 28 agosto.

Ricordiamo che:

Il Bando sociosanitario, che si rivolge al Terzo settore e agli enti pubblici sociosanitari del Sud Italia, mette a disposizione 4,5 milioni di euro per l’accesso alle cure di persone in condizione di povertà sanitaria e per sperimentare cure contro le “new addictions” (gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo, dipendenza da internet, social network, videogiochi, ecc.).

Per ulteriori informazioni: LINK

Il Bando Cambio Rotta, che mette a disposizione complessivamente 15 milioni di euro, si propone di sostenere interventi socioeducativi rivolti a minori tra i 10 e 17 anni di età segnalati dall’Autorità giudiziaria minorile e già in carico agli Uffici di servizio sociale per i minorenni (USSM) o ai servizi sociali territoriali, in particolare per reati di gruppo, oppure in uscita da procedimenti penali o amministrativi.

Per ulteriori informazioni: LINK

 

 

LEGALITÀ

Per i Beni confiscati alle mafie arriva l'assegnazione diretta. Bando previsto entro metà giugno, 50mila euro a progetto, Sul sito del Ministero dell’Interno la presentazione del Bando

Per informazioni: https://www.interno.gov.it/it/notizie/primo-bando-lassegnazione-diretta-terzo-settore-beni-immobili-confiscati

Sarà pubblicato entro metà giugno il primo bando per l’assegnazione diretta  di 3mila immobili confiscati a realtà del Terzo settore, senza passare per gli Enti locali.

Nel frattempo è stata diffusa  sul sito del Ministero dell’Interno  la presentazione del bando (https://www.interno.gov.it/it/notizie/primo-bando-lassegnazione-diretta-terzo-settore-beni-immobili-confiscati). Con il presente bando si attuano per la prima volta le norme del Codice antimafia e la previsione introdotta con la legge di riforma del 2017, «che consente all’Agenzia » dichiara il Direttore dell’Agenzia Nazionale sui beni confiscati Bruno Frattasi «di trasferire in uso ai soggetti del privato sociale beni immobili confiscati in via definitiva, con l’osservanza dei principi di pubblicità trasparenza e par condicio».

Gli immobili affidati in via diretta verrebbero assegnati con contratti di uso gratuito almeno decennali, per garantire un orizzonte temporale adeguato a progetti per la collettività (attività per giovani, per disabili o per anziani, ad esempio). Gli enti e le associazioni interessati potranno presentare ora progetti di funzionalizzazione e di recupero dei beni confiscati in relazione a cinque aree tematiche, che vanno dal sociale, alla ricerca e occupazione, dalla salute e la prevenzione alla cultura e alla sicurezza e legalità. 

Potranno partecipare in qualità di partner gli Enti locali, al fine di mantenere una «correlazione con le autonomie territoriali competenti in materia di welfare sociale»: in questo caso si applicherà una «una clausola preferenziale», con la valorizzazione di partnership che «si concretizzino anche attraverso la disponibilità ad acquisire la proprietà del bene».

Sarà inoltre garantito per ogni progetto «un contributo finanziario nel limite massimo di cinquantamila euro», per il quale saranno impegnate le  risorse previste nell’ultima legge di Bilancio, che ha stanziato per il triennio 2020-2022 «un milione di euro per ciascuna annualità».

In attesa del bando definitivo si rinvia alla presentazione disponibile a questo link: https://www.interno.gov.it/it/notizie/primo-bando-lassegnazione-diretta-terzo-settore-beni-immobili-confiscati

 

L’AGENDA DELLE ASSOCIAZIONI

 

 FISH NAZIONALE

#stopallostigma: racconta la tua storia

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) è il soggetto proponente del progetto Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica. Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con il Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore – Avviso n. 1/2018

L’obiettivo del progetto, al quale partecipano anche le sedi territoriali della FISH (tra le quali FISH Campania)  è di affrontare il tema delle discriminazioni multiple, cui sono spesso soggette quelle persone che assommano alla disabilità ulteriori fattori di rischio. Tali condizioni riguardano innanzitutto le donne con disabilità e le questioni legate al genere, ma possono investire anche i minori o gli anziani con disabilità. O, ancora, possono essere legate all’appartenenza etnica, al colore della pelle, alla lingua, alla religione, all’orientamento sessuale o a qualsiasi altro tratto che possa comportare specifici rischi di discriminazioni.

Nell’ambito delle azioni previste dal progetto, è prevista la somministrazione di tre questionari  (disponibili a questo link https://www.fishonlus.it/progetti/multidiscriminazione/survey/) su altrettante possibili condizioni di discriminazione plurima: essere donna e persona con disabilità – essere di origine straniera e persona con disabilità – essere persona LGBT+ e persona con disabilità.

Collaborano con l’indagine assieme alla FISH Ciro Pizzo – ricercatore di Sociologia generale giuridica e politica presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e Delegato del Rettore alla Disabilità, il Dipartimento di Scienze formative, psicologiche e della comunicazione Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli e il "Robert Castel" Centre for Governmentality and Disability Studies  istituito in sede a detto ateneo.

Riportiamo il comunicato stampa dell’iniziativa:

FISH, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ancora trainante per azioni di consapevolezza attorno alla disabilità con l’aiuto dei protagonisti. #stopallostigma per raccontare storie di ordinaria discriminazione.

La discriminazione, lo stigma, gli abusi, le molestie, che troppe persone ancora vivono nelle nostre società, non possono infatti essere contrastati senza la consapevolezza e la partecipazione attiva di chi li subisce. Per questo motivo cerchiamo il tuo aiuto chiedendoti di raccontarci qualcosa della tua vicenda personale.

FISH lo fa proponendo tre agili questionari su altrettante possibili condizioni di discriminazione plurima: essere donna e persona con disabilità – essere di origine straniera e persona con disabilità – essere persona LGBT+ e persona con disabilità.

La ricerca è parte di uno specifico progetto della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) dedicato appunto alla discriminazione plurima. Il titolo è significativo: “Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica – Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple”, riconosciuto meritevole di finanziamento dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali attraverso lo specifico Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore.

 I questionari – rigorosamente anonimi – come detto sono tre. Il primo, su donne e disabilità, è la seconda edizione di un’indagine centrata sul tema della violenza nei confronti delle donne con disabilità: VERA 2, Violence Emergence, Recognition and Awareness. Il questionario si rivolge a tutte le donne con disabilità, indipendentemente dal fatto che abbiano subito violenza, anche a quelle che hanno già risposto alla prima edizione della ricerca.

Il secondo questionario si rivolge alle persone con disabilità di origine straniera, indifferentemente che siano di prima o di seconda generazione, quindi migranti in Italia da un Paese straniero o nate in Italia da almeno un genitore straniero.

E il terzo questionario pone l’attenzione sulle persone LGBT+ con disabilità e mira ad indagare il tema delle discriminazioni multiple rispetto a due fattori di rischio: la disabilità e l’orientamento sessuale o l’identità di genere.

L’appello di FISH è allora rivolto a chiunque viva queste condizioni ma anche alle organizzazioni delle persone con disabilità affinché promuovano l’iniziativa.

Tutti i dettagli alla pagina link https://www.fishonlus.it/progetti/multidiscriminazione/survey/

 FISH CAMPANIA

COVID-19 e lavoratori con disabilità: cosa è successo?

Riceviamo ed inoltriamo il comunicato stampa ricevuto da FISH Campania in merito alle ripercussioni che l’emergenza Covid 19 ha comportato per i lavoratori con disabilità o appartenenti a quadri patologici a rischio.

Nell’ambito del progetto JobLab, attraverso il quale la  FISH  intende promuovere il diritto al lavoro delle persone con disabilità, è stata lanciata una ricognizione atta a comprendere come e in che misura il Corona Virus abbia influenzato la vita lavorativa di categorie già ad enorme rischio di esclusione sociale e che oggi rischiano di essere ancora meno tutelati. 

Come e quanto ha pesato la prima fase dell’emergenza COVID-19 sui lavoratori con disabilità, con esiti di oncologia, con immunodepressione o altri quadri patologici a rischio?

In queste settimane ci sono giunte migliaia di segnalazioni, richieste di aiuto, racconti di vicende personali spesso drammatiche, sempre complesse. Ma di queste situazioni vi è stata una scarsa eco nelle notizie di cronaca o negli approfondimenti giornalistici.

Riteniamo opportuno che questo fenomeno, così poco evidente e poco indagato, meriti l’attenzione dei media, della politica, della società civile. Ed è necessario che ciò avvenga velocemente.

Approfittiamo allora del nostro Progetto JobLab, già attivo e collegato al tema dell’inclusione lavorativa, per lanciare un sondaggio rapido che restituisca quanto prima il giusto rilievo alla condizione che stanno vivendo molti lavoratori e i cui contorni indefiniti non possono rappresentare una scusa perché non sia efficacemente affrontata.

Chiunque rientri fra quei lavoratori può contribuire alla raccolta puntuale dei dati.

Bastano 5 minuti e l’esperienza di ciascuno.

Vai al sondaggio: https://it.research.net/r/JobLab_Covid19

Aiutateci anche a diffondere l’iniziativa che è utile a tutti!

  FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap

www.fishonlus.it
www.facebook.com/fishonlus
twitter.com/fishonlus

 “JobLab – Laboratori, percorsi e comunità di pratica per l’occupabilità e l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità” è un progetto della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Avviso n.1/2017

Sì TEVEROLA

 

Premio di poesia “I versi non scritti” , scadenza: prorogata al 25 ottobre

L’associazione di volontariato Sì Teverola ha bandito la 4 a edizione del Premio Internazionale di Poesia “I Versi non scritti…”, sostenuto moralmente da: Provincia di Caserta, Istituto Comprensivo “G.Ungaretti” – Teverola, Csv-AssoVoCe – Caserta, e gode della collaborazione esterna delle Associazioni: “Migr-Azioni” Aps – Teverola e “Happy Teverola”- Teverola. Il bando è raggiungibile al sito www.citytelling.info.

Si può partecipare con opere inedite e testi editi, a una o più delle seguenti sezioni: POESIA INEDITA ITALIANA; POESIA IN DIALETTO/LINGUA STRANIERA; LIBRO EDITO DI POESIA;  VIDEO-POESIA; RACCONTO INEDITO.

Sono ammesse opere in lingua italiana. Le opere in lingua straniera, devono essere tradotte in modo leggibile, in lingua italiana. La partecipazione richiede l’invio di due poesie per ciascun autore (una sola copia per poesia). E’ inoltre istituita, a latere del concorso generale, una Sezione Speciale riservata a tutti gli allievi del primo e secondo ciclo di istruzione.

Scadenza ultima per l’invio degli elaborati è il 25 ottobre 2020 alle ore 18,00.

Per informazioni:  https://www.facebook.com/events/990768174658198/