Via libera definitivo dal Consiglio dei Ministri a tre decreti essenziali della riforma del terzo settore: quello sul 5 per mille, sull’impresa sociale e sul codice del terzo settore.

Ecco tutte le novità

La riforma del terzo settore è quasi fatta. Sono stati approvati  in via definitiva, i decreti di attuazione della legge delega, che si vanno ad aggiungere agli altri due che hanno già ricevuto il via libera del Consiglio di Ministri: quello che costituisce la Fondazione Italia sociale e quello sul Servizio civile universale.

«Si tratta di un lavoro importante», ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Guliano Poletti, perché in un lavoro lungo due anni abbiamo affrontato e regolato una materia complessa, che riguarda un mondo costituito da 300mila associazioni, 1 milione di lavoratori e oltre 5 milioni di volontari. Quelle del terzo settore sono organizzazioni essenziali per la coesione sociale e la buona vita delle comunità», ha proseguito il ministro, «che impegnano molti nostri cittadini e che oggi ricevono un riconoscimento politico e normativo per cercare di superare gli elementi di frammentazione presenti nella normativa attuale, e produrre elementi di innovazione».

Il ministro ha poi sottolineato l’importanza del dialogo con il Forum del Terzo settore e con le altre associazioni coinvolte, che hanno offerto «un grande contributo di dialogo e suggerimenti» così come, ha sottolineato Poletti, occorre dare atto al Parlamento per l’importante lavoro fatto e per i parerei motivati e di merito che sono stati per larga parte accolti. «Siamo ora di fronte a un passaggio importante», ha concluso Poletti, «che richiederà un ulteriore impegno per varare i decreti , le circolari e gli atti che faranno sì che questa legge diventi realtà concreta».

Ecco in breve le principali novità, enunciate dal sottosegretario Luigi Bobba.

1 – La definizione di terzo settore

Per la prima volta si definisce per legge cosa è terzo settore, uscendo dalle formula sociologiche e indicando chiaramente nella legge e nei decreti quali enti e soggetti lo compongono. Il legislatore ha comunque scelto, ha sottolineato Bobba, non di «inseguire i soggetti ma di dare una forma di regolazione generale».

2 - Il Registro Unico

Questa regolazione trova il suo baricentro e architrave in un unico Registro del Terzo settore, che supera le tante «situazioni non sempre trasparenti, anzi a volte opache»: avviato il Registro, avremo invece un unico punto di riferimento, monitorato e gestito dalle Regioni ma su un’unica piattaforma nazionale.

3 – Una dotazione finanziaria

La legge ha una dotazione finanziaria di 190 milioni, per il 60% dedicati a incentivi di carattere fiscale (come per esempio l’incremento delle detrazioni sulle donazioni a favore di organizzazioni con finalità civiche solidaristiche e di utilità sociale, in particolare per le organizzazioni di volontariato questa detrazione sarà pari al 35%), mentre le altre risorse sono destinate a implementare il Registro nazionale, a sviluppare il Fondo per i progetti innovativi di queste organizzazioni, che nel primo anno avrà una dotazione di 65 milioni.

4 - Il Decreto sull’impresa sociale

Saranno ampliati i campi di attività delle imprese sociali, allargandole a settori come il commercio equo, l’alloggio sociale, il microcredito, l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e l’agricoltura sociale. Potranno inoltre partecipare queste organizzazioni sia i soggetti del terzo settore ma anche, sia pure in forma limitata e non di controllo, i soggetti profit, imprese o amministrazioni pubbliche

5 - 5 per mille

Le novità della riforma stanno in un meccanismo di erogazione più veloce, che tagli di netto i due anni oggi necessari per vedere le somme destinate dai contribuenti, in una diversa ripartizione delle risorse, «per evitare le distorsioni che in questi anni si sono accumulate» e, terzo, in un meccanismo di trasparenza per il quale i beneficiari dovranno rendere conto a tutti, trasmettendo informazioni sostanziali, come impiegheranno queste risorse loro date dal cittadino.

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