Il Movimento di Volontariato Italiano aderisce al documento “La parola ai volontari”: i punti da non dimenticare nella rivisitazione della legge

Il  Mo.V.I., con decisione del Comitato Nazionale riunito a Roma il 22 gennaio 2017, ha aderito al documento “LA PAROLA AI VOLONTARI” al fine di promuovere il dibattito fra le associazioni di volontariato, i cittadini, le istituzioni e tutto il Terzo Settore.

Il documento ed il relativo appello hanno ricevuto il sostegno di numerosi rappresentanti del volontariato e del Terzo Settore, in forma associata e in qualità di cittadini attivi: attraverso la sottoscrizione dell’appello, redatto dal Comitato “La Parola ai Volontari”, si intende contrastare lo  “Schema di decreto legislativo recante misure di sostegno allo sviluppo del terzo settore” che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha diffuso nelle scorse settimane.

Il testo redatto al Ministero, tuttora in discussione, non ha incontrato il favore di diversi esponenti del volontariato e del Terzo Settore: non sembrano infatti rispettate le indicazioni contenute nella legge delega per la riforma del Terzo Settore e che risulta piuttosto essere “calato dall’alto”, a differenza dello stesso testo di legge (che raccolse, più o meno fedelmente, le istanze suggerite dalla collettività attraverso uno specifico percorso di consultazione pubblica).

L’adesione” recita il comunicato stampa MoVI “è motivata dalla necessità di aprire un percorso partecipa o sulla bozza di decreto legislativo del Governo, riguardante il volontariato e le reti, cosa che il Mo.V.I. ha già richiesto con il comunicato «Chi rappresenta il volontariato? Riapriamo l’autoconvocazione» nel settembre 2016”.

“In questi ultimi mesi” prosegue il comunicato “ abbiamo individuato la necessità di favorire il dialogo fra le diverse componenti del mondo del volontariato e del terzo settore, confrontando i diversi punti di vista, per arrivare ad una proposta che rappresenti la pluralità delle forme organizzative del volontariato.

E’ auspicabile che il documento LA PAROLA AI VOLONTARI venga ulteriormente integrato durante il dibattito che ci auguriamo si possa avviare, coinvolgendo adeguatamente tutti gli attori interessati”.

Il Movi intende segnalare tuttavia la propria posizione “su tre punti di estrema importanza per il futuro del volontariato e della solidarietà nel nostro Paese” che citiamo testualmente:

1.l’art. 2 dello schema di dlgs, che prevede di considerare reti associative di secondo livello solo quelle che associano un numero non inferiore a 500 enti, non considera la natura e la storia del volontariato italiano e la sua presenza nel territorio, caratterizzata da reti nazionali di dimensione anche più piccola ma spesso di altissima qualità in termini di sperimentazione social e e impatto sul disagio nel territorio; ne consegue che occorre usare il giusto metro di valutazione, riducendo tale limite e valorizzando la natura e la qualità degli interventi delle reti associative e la loro capacità di produrre modelli e cultura solidale e il ruolo di promozione della cultura solidale fra i cittadini;    

2.il combinato disposto fra art. 1 lettera i) e art.3 dello schema di dlgs riduce “ad unum” la rappresentanza delle tante reti del Volontariato e del Terzo Settore che è invece variegata e plurale.

Allo stato attuale la rappresentanza non è ancora corrispondente a tale modello che va costruito con gradualità  per  non   impoverire  la ricchezza espressa  da  questo  mondo  e  non  ridurre  anche l’opportunità per le Istituzioni di costruire apporti efficaci in tutto il territorio nazionale;

  1. Si segnala anche la necessità di  un ulteriore approfondimento degli articoli che  riguardano le organizzazioni dei Centri di Servizio per il Volontariato che ci appaiono in contrasto con la normativa vigente, con la stessa legge delega e che potrebbero determinare conseguenze negative.

“Per queste ragioni” chiude il comunicato “chiediamo l’allargamento del confronto sul test o dello schema di d.lgs ai soggetti rappresentanti delle tante reti del volontariato attive in Italia e al maggior numero di organizzazioni di volontariato sul territorio e ci impegniamo al rilancio di questo dibattito su tutto il territorio nazionale.

Per ulteriori informazioni e per aderire al documento:

http://www.laparolaaivolontari.it

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