“Accogliente”, ma sempre in movimento. Il CSV Asso.Vo. Ce raccontato dagli ETS: su https://bancadati.csvassovoce.it/al-centro-ci-sono-le-idee/ gli esiti dell’indagine

Era il 2006 quando il CSV Asso.Vo.Ce. inaugurò la prima sede nella frazione casertana di San Benedetto.

Molte cose sono cambiate da allora per Asso.Vo.Ce.: nuovi soci, nuove attività, tante sfide. In questi quindici anni centinaia di volontari sono entrati in contatto con il Centro di Servizio: le loro esigenze, le loro necessità, ma anche le loro esperienze hanno ispirato quotidianamente le azioni del CSV.

L’introduzione del Codice del Terzo Settore, che allarga la fruizione dei servizi dei Centri di Servizio anche ai volontari degli Enti del Terzo Settore (ETS) differenti dalle Organizzazioni di Volontariato (OdV), richiede ad Asso.Vo.Ce. un nuovo cambio di rotta e di confrontarsi con realtà che mai avevano avuto accesso alle azioni del CSV.

Per comprendere al meglio le esigenze dei volontari degli ETS non OdV, per valutare l’impatto che la Riforma del Terzo Settore e tutti i cambiamenti ad essa connessi hanno avuto sulle OdV, per individuare quali strategie il CSV possa mettere in atto per fronteggiare un cambiamento epocale, Asso.Vo.Ce. ha lanciato “Al Centro ci Sono le Idee”: una ricognizione territoriale che serve al CSV a chiudere un “primo bilancio” della propria storia e a confrontare le attività in essere con quelle che potranno essere realizzate nel futuro.

“Famiglia”, “Comunità”, “Casa”: queste le parole che ricorrono spesso nei discorsi dei volontari intervistati (in rappresentanza di oltre 50 ETS territoriali): in generale al CSV di Caserta è riconosciuta una dimensione di impegno e accoglienza che trascende la dimensione lavorativa e ritrova, nella comune provenienza dal mondo del volontariato uno “spazio di contatto” che rappresenta un importante valore aggiunto.

Il Consiglio Direttivo di Asso.Vo.Ce. è composto infatti da volontari, che esercitano la loro funzione gratuitamente; lo staff tecnico, pur percependo una retribuzione per il proprio lavoro, prevede al proprio interno figure non solo professionalmente competenti sul servizio offerto, ma anche con un background di volontariato alle spalle. Nessuna delle figure che opera in Asso.Vo.Ce. è priva di questo vissuto umano e questo rappresenta il primo passo per una completa accoglienza.

Completamente da costruire è invece il rapporto con gli ETS che cominciano adesso ad interagire con il CSV: si tratta di enti di nuova costituzione o di realtà che in virtù delle precedenti normative non potevano usufruire delle opportunità offerte: a loro in particolare è dedicata l’appendice dell’Indagine, che riporta l’elenco di tutti i servizi erogati da Asso.Vo.Ce.

Non è un caso che l’indagine Al Centro ci sono le Idee sia stata diffusa in queste settimane: dal 2021, infatti, i servizi del CSV saranno disponibili per tutti gli ETS e, per l’anno in corso, quasi tutti saranno gratuiti. (farà eccezione soltanto il Servizio Civile Universale, che richiede agli ETS non ODV una quota di compartecipazione).

“Le informazioni emerse nell’ambito dell’indagine territoriale Al Centro ci sono le Idee” ha dichiarato la presidente del CSV Asso.Vo.Ce. Elena Pera “lasciano intendere, da parte degli enti con cui lavoriamo da anni, una soddisfazione che ci inorgoglisce e ci emoziona anche dopo tanto tempo; dobbiamo tuttavia prendere atto della presenza di realtà territoriali con le quali dobbiamo costruire da zero una nuova relazione. Dai dati raccolti è emersa con forza la richiesta di ridurre le distanze tra i territori e costruire filiere di prossimità tra le diverse associazioni: un’azione che intendiamo perseguire migliorando gli strumenti digitali in uso ma anche, e soprattutto, favorendo occasioni di confronto tematiche e territoriali. Obiettivi ambiziosi, che intendiamo raggiungere a partire da un rafforzamento dei nostri canali informativi e dall’ulteriore promozione di azioni di rete sul territorio. Come Consiglio Direttivo del CSV Asso.Vo.Ce. siamo qui grazie e per le associazioni: il nostro impegno all’ascolto, alla rimodulazione dei loro bisogni e all’intervento proattivo sul territorio non può che dirsi rinnovato”.