Un breve vademecum delle ultime novità

È stato di recente pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/27/20A02352/sg ) che ha anticipato, in qualche modo, quel che avverrà nella cosiddetta Fase 2.

A ridotto del DPCM del 26/04/2020 è stato inoltre pubblicato il testo integrale https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/29/20G00045/sg  della legge 24 aprile 2020, n. 27, ossia “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Proroga dei termini per l'adozione di decreti legislativi” (in parole povere, il Decreto Cura Italia).

È ovviamente prematura ogni riflessione in merito ai singoli atti, che entrano in vigore a partire dal 4 maggio: è tuttavia opportuno considerare cosa cambia per il volontariato a stretto giro, nelle more di tutto quello che dovrà “superare” la prova della pratica.

Ad ogni buon fine, riportiamo il Question Time realizzato da CSVnet sul volontariato che vivremo fino al 18 maggio.

Per l’occasione risponde alle domande Raffaele Mozzanica, avvocato esperto di enti del terzo settore e docente di diritto amministrativo dei servizi sociali presso l’Università Bicocca di Milano.https://www.csvnet.it/component/content/article/144-notizie/3645-quale-volontariato-nella-fase-2-il-primo-question-time-di-csvnet?Itemid=893.

AGGIORNAMENTO ALL’8 MAGGIO 2020

In queste ore è stata inoltre pubblicato un ulteriore question time, sul tema “Decreto "Cura Italia": le proroghe e le indicazioni sugli organi sociali per gli enti non profit”  https://www.csvnet.it/component/content/article/144-notizie/3654-statuti-bilanci-e-riunioni-le-risposte-di-gori?Itemid=893 .

Di seguito, una raccolta delle ultime notizie in tema di Volontariato e Covid19.

Cominciamo dal punto fondamentale: chi può operare?

In precedenza (vedi https://www.csvassovoce.it/indicazioni-attivita-mobilita-volontariato) avevamo chiarito che avrebbero potuto proseguire le attività – e relativi spostamenti – legate a “comprovate esigenze primarie non rinviabili, come ad esempio per l'approvvigionamento alimentare, o per la gestione quotidiana degli animali domestici, o svolgere attività sportiva e motoria all'aperto, rispettando la distanza interpersonale di almeno un metro” (v. anche Circolare Ministero dell’Interno del 12/03/2020 https://www.interno.gov.it/it/amministrazione-trasparente/disposizioni-generali/atti-generali/atti-amministrativi-generali/circolari/circolare-12-marzo-2020-prefetture-applicazione-lavoro-agile)

In linea generale, sono consentite le attività con i codici Ateco che iniziano con 94 (quelli più comunemente utilizzate dalle associazioni). Il Codice Ateco è recuperabile dall’attestazione del codice fiscale dell’associazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

Le attività che si svolgono devono in ogni caso rispettare scrupolosamente il protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e contenimento Covid-19 contenute nell’allegato 4 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/27/20A02352/sg  e nell’allegato 6 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/27/20A02352/sg, tra le quali: il massimo utilizzo di lavoro agile , qui brevemente riportate (consigliamo in proposito di leggere attentamente il decreto):  massimo utilizzo di lavoro agile (lavoro da casa: riportiamo qui la gioda di CSVnet https://www.csvassovoce.it/csvnet-lavoro-agile e https://www.cantiereterzosettore.it/component/content/article/9-notizie/180-non-profit-le-riunioni-degli-organi-sociali-ai-tempi-del-coronavirus?Itemid=101), adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio (rispetto della distanza di sicurezza, uso di mascherine e guanti, sanificazione); consegna al personale e volontari e/o affissione in associazione delle disposizioni delle autorità…

Rimangono sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in aula, mentre è consentita la formazione a distanza e le video conferenze e riunioni.

Disabilità: Disponibili le FAQ

Rispetto al tema della disabilità si esprime l’articolo 8 del decreto del 26 aprile 2020, che prevede la riattivazione delle attività  sociali   e   socio-sanitarie, comprese quelle erogate  all'interno o da parte di centri semiresidenziali per  persone  con  disabilità, di concerto con le determinazioni regionali.

Il Decreto ha inoltre fornito alcune direttive relative alla possibilità di movimento sul territorio per le persone con disabilità e relativi caregiver.

L’art. 4-ter del Decreto Cura Italia https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/29/20G00045/sg  (Assistenza ad alunni e a persone con  disabilità) dà inoltre facoltà ai Comuni, durante la sospensione del servizio scolastico e per tutta la sua durata, di fornire assistenza agli alunni con disabilità mediante erogazione di prestazioni individuali domiciliari.

Le regioni e province autonome potranno istituire unità speciali atte a garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a domicilio in favore di persone con disabilità che presentino condizione di fragilità o di comorbilità.

Si rimanda comunque alle FAQ pubblicate dall’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri:

http://disabilita.governo.it/it/notizie/nuovo-coronavirus-domande-frequenti-sulle-misure-per-le-persone-con-disabilita/

La Legge “Cura Italia” e gli effetti sugli ETS

La Legge 27/2020, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 aprile, ha reso definitive le misure disposte dal Decreto legge 18/2020 (cosiddetto “Cura Italia”).

Cantiere terzo settore prima, e CSVnet poi, hanno sintetizzato i cambiamenti più significativi per gli ETS.

Riportiamo di seguito i punti dei quali dovremo tenere conto per i prossimi mesi:

Approvazione del bilancio, esteso il termine per tutti gli enti non profit (art.35, c.3-ter)

Già sapevamo (v. https://www.csvassovoce.it/adeguamenti-proroga-termine) che organizzazioni di volontariato (Odv), le associazioni di promozione sociale (Aps) e le Onlus avevano avuto una proroga al 31 ottobre 2020 per l’approvazione dei bilanci.

Con l’aggiunta del comma 3-ter all’art.35, la proroga si applica di fatto a tutte le associazioni, riconosciute e non riconosciute, alle fondazioni e a i comitati disciplinati dal Titolo II del Libro I del Codice civile, nonché a tutti gli enti non commerciali (art.73, c.1, lett. c) del DPR 917/1986).

La proroga in questione sembra legittimare tutti gli enti non profit a posticipare fino al termine indicato la convocazione in presenza degli organi sociali deputati all’approvazione del bilancio (qualora la sua approvazione cada nel periodo 1° febbraio-31 luglio 2020), e ciò al fine di tutelare il diritto ad un’effettiva ed informata partecipazione dei consociati.

In relazione alla possibilità di riunire gli organi sociali in questo periodo, si ricorda che sempre il Decreto “Cura Italia” ha previsto (all’art.73, c.4, che non è stato sostanzialmente modificato dalla Legge di conversione) che le associazioni e le fondazioni possano svolgere tali riunioni in videoconferenza fino al 31 luglio 2020, e ciò anche qualora tale modalità non sia espressamente contemplata negli statuti e nei regolamenti delle organizzazioni (vedi qui: https://www.csvassovoce.it/csvnet-lavoro-agile  e https://www.cantiereterzosettore.it/component/content/article/9-notizie/180-non-profit-le-riunioni-degli-organi-sociali-ai-tempi-del-coronavirus?Itemid=101 )

Nel termine “bilanci” sembra potersi ricomprendere non solo il bilancio di esercizio ma anche il bilancio sociale, qualora la sua adozione sia prevista come obbligatoria dallo statuto degli enti.

Confermato il termine per l’approvazione delle modifiche statutarie per Odv, Aps ed Onlus in assemblea ordinaria (art.35, commi 1 e 2)

Sono rimasti immutati i primi due commi del Decreto “Cura Italia”, e quindi è stata confermata la data del 31 ottobre 2020 per effettuare le modifiche statutarie per Odv, Aps ed Onlus (costituitesi prima del 3 agosto 2017) con le maggioranze previste per l’assemblea ordinaria.

La proroga al 31 ottobre 2020 vale anche per le imprese sociali: qualora esse si siano costituite prima del 20 luglio 2017, potranno procedere alla modifica in assemblea ordinaria.

Rendicontazione del 5 per mille e di altri progetti (art.35, c.3 e 3-bis)

Alcune importanti modifiche hanno riguardato gli obblighi relativi al 5 per mille.

In particolare, le Odv, le Aps e le Onlus sono state autorizzate a svolgere le attività correlate ai fondi del 5 per mille 2017 entro la data del 31 ottobre 2020.

Per il solo 2020, inoltre, è stato modificato il termine (disposto dall’art.8, c.1 del Decreto legislativo 111/2017) per la redazione del rendiconto sull’utilizzo delle somme percepite (che è stato portato a 18 mesi dalla data di ricezione delle somme, invece di un anno), dando così più tempo ai beneficiari del contributo.

 

Si ricorda che, in assenza del DPCM attuativo del Decreto legislativo 111/2017, gli obblighi di rendicontazione del contributo sono ancora disciplinati dal DPCM 23 aprile 2010 (modificato e integrato dal DPCM 7 luglio 2016): in relazione a ciò, nel corso dell’esame al Senato del Decreto “Cura Italia”, è stato accolto un ordine del giorno che impegna il Governo ad emanare il menzionato DPCM entro 2 settimane dall’entrata in vigore della Legge di conversione, oltre che ad erogare ai beneficiari le risorse del 5 per mille 2018 entro giugno 2020 e quelle del 2019 entro dicembre 2020.

Sono stati infine prorogati al 31 ottobre 2020 i termini per la rendicontazione di progetti assegnati ad Odv, Aps ed Onlus sulla base di leggi nazionali e regionali.

Aderendo ad un’interpretazione letterale del testo di legge, le misure descritte in questo paragrafo sembrano applicarsi solo ad Odv, Aps ed Onlus. Sembra però che, quantomeno le disposizioni agevolative in tema di 5 per mille, debbano essere estese anche agli enti non profit ed enti non commerciali (menzionati al comma 3-ter), qualora fossero beneficiari del 5 per mille, di modo da evitare delle irragionevoli e ingiustificate disparità di trattamento. Di ciò è possibile trovare riscontro anche nel dossier parlamentare relativo al Decreto “Cura Italia”.

Ricordiamo che è possibile iscriversi da remoto al 5 per mille avvalendosi del seguente servizio: https://www.csvassovoce.it/5permille-online

Misure di sostegno per i volontari della protezione civile (art.35-bis)

La disposizione riguarda i volontari impegnati nelle attività di protezione civile nell’emergenza dettata dal Covid-19.

Il Decreto legislativo 1/2018 (Codice della protezione civile) dispone (art.39) strumenti per consentire l’effettiva partecipazione dei volontari alle attività di protezione civile, garantendo ai volontari (di enti iscritti nell’Elenco nazionale del volontariato di protezione civile) impiegati in attività di soccorso ed assistenza per eventi emergenziali di protezione civile:

  1. a) il mantenimento del posto di lavoro pubblico o privato;
  2. b) il mantenimento del trattamento economico e previdenziale da parte del datore di lavoro pubblico o privato;
  3. c) la copertura assicurativa.

I volontari in questione devono comunque essere autorizzati tramite apposita comunicazione del Dipartimento della protezione civile.

Tali garanzie sono assicurate (art.39, c.1, del Codice della protezione civile) per un periodo non superiore a trenta giorni continuativi e fino a novanta giorni nell’anno; tale periodo può essere aumentato, in occasione di situazioni di emergenza di rilievo nazionale, fino a sessanta giorni continuativi e fino a centottanta giorni nell’anno, sempre su autorizzazione del Dipartimento della protezione civile, e per i casi di effettiva necessità singolarmente individuati (art.39, c.2, del Codice della protezione civile).

La deroga di cui all’art.35-bis del Decreto “Cura Italia” eleva, per l’emergenza Covid-19, il periodo continuativo di 60 giorni portandolo a 180, mentre rimane invariato il numero massimo di giorni nell’anno (sempre di 180). Appare comunque sempre necessaria l’autorizzazione da parte del Dipartimento della protezione civile.

Modifica alla Legge sulla cooperazione internazionale (art.35, c.3-quater)

La disposizione va a modificare l’art.26, c.3 della Legge 125/2014 sulla cooperazione internazionale, prorogando di un anno la cadenza (da “almeno biennale” ad “almeno triennale”) della verifica periodica a cui sono sottoposte le organizzazioni che operano nell’ambito della cooperazione allo sviluppo.

Ad effettuare la verifica è il Comitato congiunto per la cooperazione e lo sviluppo, e al termine di essa i soggetti della cooperazione sono iscritti in apposito elenco, pubblicato e aggiornato periodicamente dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (AICS).

Donazioni a sostegno dell’emergenza: aggiunti gli enti religiosi (art.66)

Con una modifica all’art.66 del Decreto, sono stati aggiunti gli enti religiosi civilmente riconosciuti al novero dei soggetti ai quali è possibile effettuare erogazioni in denaro o in natura finalizzate a finanziare interventi in materia di contrasto all’emergenza da Covid-19, e che danno diritto alla detrazione o alla deduzione per i donatori. Come già specificato in un articolo dedicato alla prima versione del testo di legge, il Cura Italia stabilisce anche nuove indicazioni sulle donazioni.

Per approfondimenti:

https://www.cantiereterzosettore.it/component/content/article/9-notizie/180-non-profit-le-riunioni-degli-organi-sociali-ai-tempi-del-coronavirus?Itemid=101