“Il nostro impegno per gli ETS gestori”

“Come CSV Asso.Vo.Ce. abbracciamo tutte quelle battaglie di civiltà e progresso che quotidianamente combattono i volontari della provincia di Caserta. Tra queste non possiamo non annoverare quelle per la gestione e il riutilizzo sociale dei beni confiscati, un problema particolarmente radicato sul nostro territorio che affrontiamo quotidianamente, sempre accanto alle realtà sociali della nostra provincia”.

Salvatore Cuoci, Referente per il Consiglio Direttivo per il Catalogo delle Buone pratiche di riuso dei beni confiscati e dei beni comuni,nonché coordinatore del progetto attivato dal CSV Asso.Vo.Ce., illustra le azioni rispetto cui il Centro ha già preso posizione e ipotizza sviluppi futuri.

“Per quanto concerne la questione dei beni confiscati sul nostro territorio” dichiara “il CSV Asso.Vo.Ce. ha promosso una serie di iniziative dal carattere eterogeneo. Siamo partiti già nel 2009 da attività di educazione e sensibilizzazione, con corsi di formazione mirati ad accrescere, nei volontari, la conoscenza di quelle che erano le normative che disciplinavano il riuso sociale dei beni confiscati e, di conseguenza, la consapevolezza dei loro diritti in un sistema che si configurava ancora nebuloso. Negli anni successivi, con il ripristino dell’Osservatorio Provinciale per i Beni Confiscati – nel quale il CSV è subentrato alla Provincia di Caserta, lavorando accanto a Libera Caserta e Comitato Don Diana – abbiamo più volte denunciato la scarsa trasparenza delle amministrazioni comunali e abbiamo sollecitato la condivisione delle informazioni in loro possesso. Le nostre rivendicazioni hanno sortito effetti importanti, come quello dell’attivazione del Tavolo di Concertazione sui Beni Confiscati a Castel Volturno nel 2016; in linea generale tuttavia, siamo riusciti ad animare un dibattito che per troppo tempo ha visto il volontariato in una posizione marginale. Oggi, con il Catalogo delle Buone pratiche di riuso dei beni confiscati e dei beni comuni, ritorniamo ad interagire con i territori e a promuovere l’espressione delle risorse positive già presenti in essi: l’obiettivo è dimostrare che una gestione dei beni confiscati diversa è possibile”.

Ricerca – azione, animazione culturale, ma non solo: Cuoci ribadisce la disponibilità della presidente Elena Pera, del Direttivo e di tutto il CSV Asso.Vo.Ce.  all’assistenza e al supporto degli enti che gestiscono Beni Confiscati. “Negli anni abbiamo cercato di divenire un polo informativo per gli enti che già gestiscono beni confiscati o che sono interessati a tale opportunità. Pubblicizziamo e diamo informazioni e consulenza sui bandi che interessano i beni confiscati come quelli – per citare gli ultimi - dell’Agenzia per i Beni Confiscati, che coinvolge per  la prima volta in linea diretta gli enti del Terzo Settore e che, pur perfettibile, rappresenta un punto di partenza importante, e l’Avviso Pubblico a Favore dei Comuni per il finanziamento e il riuso dei beni confiscati .

Come rappresentanti politici del Centro di Servizio per il Volontariato ma, soprattutto, come amanti del bene in ogni sua forma, tuttavia vogliamo rivolgere alle Cooperative, alle APS e a tutti gli enti che gestiscono oggi un bene confiscato un appello accorato:vogliamo dire loro che non sono soli. Lavorare in un bene confiscato espone a rischi, a intimidazioni. Vogliamo dire che noi no, non ci siamo abituati a leggere sul giornale notizie di vessazioni e soprusi: rivendichiamo la nostra ferma opposizione a tutte le forme di violenza ai danni di chi opera nei beni confiscati e restiamo a disposizione di chiunque ne avrà bisogno, come una sponda sicura.