Proroghe per l’adeguamento degli statuti, nuove categorie “di interesse generale” e opportunità per le Organizzazioni di Volontariato.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella serata del 2 agosto le “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, recante Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106». A dare l'annuncio è il sito del Governo con un comunicato.

Il decreto ha previsto, tra l’altro, la proroga da 18 a 24 mesi dei termini per adeguare gli statuti degli enti del Terzo settore al nuovo quadro normativo (andando a integrare quanto già avevamo riportato qui).

Diversi sono gli aspetti integrati e ampliati: le nuove Disposizioni rafforzano il riferimento ad attività di “interesse generale” in quanto qualificanti gli enti del Terzo Settore, e ne ampliano i contenuti (è stata inserita nell’elenco la tutela degli animali e la prevenzione del randagismo di cui alla legge 281/199); definiscono in maniera più appropriata il rendiconto per competenza economica inerente l’attività svolta dagli ETS; prevedono un innalzamento del limite di entrate per gli obblighi di trasparenza sui compensi erogati pari a a 220mila euro annui;  precisano ulteriormente il perimetro entro cui possono muoversi i lavoratori degli ETS; arricchiscono la definizione di “volontario”.

Queste solo alcune delle novità in corso, che prevedono anche novità per l’iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche e nuove norme per la revisione legale dei conti.

Per quanto riguarda le Organizzazioni di Volontariato costituite in base alla legge 266/91 – che ricordiamo ormai essere abrogata – il discorso del legislatore sembra predire uno sviluppo piuttosto in linea con gli altri enti del Terzo Settore e, a prima vista, piuttosto interessante. Citiamo, a titolo esemplificativo, l’estensione anche alle organizzazioni di volontariato – e non alle sole fondazioni – delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali per attività di interesse generale e l’estensione della detrazione maggiorata del 35 per cento alle erogazioni liberali eseguite a favore delle organizzazioni di volontariato.

Resta inalterato – sia per le OdV che per le associazioni di promozione sociale -  il numero minimo previsto di sette soci: nel caso in cui, successivamente alla costituzione, il numero degli associati divenga inferiore a quanto richiesto, lo stesso deve essere integrato entro un anno, trascorso il quale l’associazione sarà cancellata dal Registro unico nazionale del Terzo settore se non formula richiesta di iscrizione in un'altra sezione dello stesso.

Si conferma infine – a conclusione di una diatriba che ha seriamente messo a dura prova il morale dei volontari, come già visto qui – l’esenzione dell’Imposta di Registro per le OdV: resta inoltre confermata l’esenzione dall’Imposta di Bollo. 

Tuttavia per i particolari bisognerà aspettare il testo del decreto legislativo.

Nel frattempo, tutte le organizzazioni di volontariato iscritte o non iscritte al Registro Regionale del Volontariato possono già da ora informarsi per come modificare i propri statuti ai sensi della Riforma del Terzo Settore. Se è vero che il termine è stato spostato da febbraio ad agosto 2019, è anche vero che il numero di OdV interessate dal provvedimento è tale da prevedere grossi ingolfamenti amministrativi.

Per supportare le organizzazioni in una fase così delicata, il CSV proporrà a settembre un corso di formazione ad hoc sulla Riforma del Terzo settore (LINK); è comunque possibile contattare il CSV per ogni chiarimento del caso.