Entro ottobre il Registro Unico

Il Nuovo Registro Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) vedrà la luce entro la fine di ottobre. Questo è quanto emerso ieri nel convegno “Riforma del Terzo Settore. Verso il Registro Unico Nazionale, realizzato nella giornata del 18 luglio da Regione Lazio e Sole 24 ore.  

Nell’articolo uscito il 19 luglio su Il Sole 24 Ore Alessandro Galiberti  (giornalista del Sole 24 Ore e presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia) e Gabriele Sepio  (già coordinatore del Tavolo tecnico-fiscale per la riforma del Terzo settore presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, membro del Consiglio Nazionale del Terzo settore e del comitato di gestione della Fondazione Italia Sociale) tracciano le tappe dei prossimi mesi.

“Stando alle dichiarazioni del Direttore generale del Terzo Settore presso il Ministero del Lavoro Alessandro Lomabardi” si legge “Il Decreto che segnerà l’avvio del Registro Nazionale dovrebbe vedere la luce in autunno. Caratteristica del nuovo Registro sarà quella di superare l’attuale frammentazione esistente nella gestione dei registro a livello territoriale, con regioni e prefetture non sempre allineati nell’interpretazione delle norme” (per esempio, il capitale minimo previsto per l’acquisto della personalità giuridica, che varia da regione a regione e che col registro unico sarà fissato a 30mila euro per le fondazioni e 15mila per le associazioni) .

Per agevolare i lavori di coordinamento è stato costituito un gruppo di lavoro coni rappresentanti delle amministrazioni regionali che saranno chiamati a gestire le sezioni territoriali del Runts. Per OdV e APS la trasmigrazione dai registri regionali al Runts sarà automatica; per le Onlus sarà necessario un passaggio con l’Agenzia delle Entrate per valutare le modalità di passaggio al Registro Unico.

“A seguire, entro la primavera del prossimo anno, dovrebbe essere poi operativa anche la sezione residuale dedicata agli Altri Enti del Terzo Settore, in cui potranno confluire gli enti che non vorranno o potranno acquisire qualifiche specifiche”.

Gli autori dell’articolo hanno infine messo in guardia le associazioni dal rischio di rimandare all’ultimo le modifiche statutarie, forti del recente rinvio della scadenza al 30 giugno 2020): “Nonostante la proroga dei termini, sarà importante per gli enti iniziare da subito a valutare gli adeguamenti da porre in essere, così da essere pronti a confluire nel Runts al momento della sua operatività”.